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I poeti hanno sempre esaltato il “nettare degli dei”: il connubio tra vino e poesia ha trovato spazio in poesia sin dai tempi più antichi fra gli autori classici.

La vite nasce selvaggia, ma il suo frutto è “piegato” dall’uomo per ottenere il vino, opera che può raggiungere il sublime quando dietro vi sono la passione, l’esperienza e l’inventiva. Proprio come la poesia, che quando è espressione di passione e dell’esistenza, cogliendo i frutti dolci o aspri della vita, piega le frasi, le parole, toccando e facendo vibrare le parti dell’animo.

Vino e poesia quando si esprimono al meglio condividono elementi imprescindibili: l’amore per la “materia” che trattano, l’equilibrio, il rispetto, la tecnica e la tradizione. Nella nostra attività di produttori la nostra filosofia poggia su questi semplici, ma imprescindibili concetti. Come il bravo poeta si esprime con i versi, così il bravo viticoltore si esprime con il suo vino.

Il buon vino, come la vera poesia, nasce per perseguire un ambizioso scopo: esaltare i sensi, suscitare emozioni, coronare momenti particolari, evocare ricordi, addolcire l’esistenza.

Il buon vino e la bella poesia sono “contesti vivi”, non solo per chi li ha elaborati, ma soprattutto per chi se ne nutre.

Nel vino si sentono pulsare le vene della terra e nella poesia le vene della vita. In questa metafora dove si intrecciano non solo gli elementi, ma anche i lessici (vite/vite), si può esprimere l’essenza di un terreno e di un’anima.

Come non affermare dunque che vino è poesia e la poesia è vino?


Versami vino via via più puro
Ragazzo del Falerno...
... E voi sparite
dove volete, lontano da qui
pesti del vino, acque. Tra gli astemi
esiliatevi...
Catullo - Poesie XXVII

O amato fanciullo, prendi le tazze variopinte,
perché il figlio di Zeus e di Semele
diede agli uomini il vino
per dimenticare i dolori.
Alceo


Il mio sogno è morire in una taverna
ove il vino è vicino alla bocca del moriente.
Udrò allora gli angeli lietamente cantare:
Sii benigno, Signore, con il Bevitore.
Anonimo poeta latino


Porta con te oltre al favore divino
Fabullo mio, la più scelta cucina
E un fiore di ragazza e vini e sali
E una gioia di vivere sfrenata
Se vorrai fare in casa mia
una cena incantevole.
Catullo - Poesie XIII


Anche tu sei collina
e sentieri di sassi
e gioco di canneti
e conosci la vigna
che notte tace.
...sei un chiuso silenzio
che non cede, sei labbra
e occhi bui. Sei la vigna.
Cesare Pavese - La terra e la morte


...vita,
sei come una vigna
teusarizzi la luce
e la distribuisci
trasformata in grappoli.
Neruda - Poesia del Centramerica

...e poiché il vino c'era
riempii la mia coppa.
Come pazzo cantando attesi
l'alba lunare:
a canzone finita i miei sensi
se n'erano andati.
Carducci - Ritmi e rime

...o bottiglia profonda
i balsami penetranti che
il ventre fecondo
conserva per il cuore alterato
del poeta santo...
Baudelaire - Il vino solitario

Bicchiere dopo bicchiere
D'un bel rosso acceso
In fiamma con la
trasparenza dell'albero
E' solo (è sera) al tavolo
d'uscio dell'osteria
Guarda la via andar via
verso il bosco e il buio
Sa l'ombra.
Ma è in allegria.
Carezza la bottiglia con mano amorosa
(beve vino o una rosa?)
Caprioni - Delizia del bevitore

...amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.
Cardarelli - Ottobre

Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,
perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,
e nelle braccia dell’amore ed ascoltando il liuto
ti dimenticai, io tuo figlio infedele.

Tu però in silenzio mi seguivi,
ed eri nel vino che disperato bevevo,
ed eri nel calore delle mie notti d’amore,
ed eri anche nello scherno, che t’esprimevo.

Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
ora che dai miei viaggi son tornato:
tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te.

Hermann Hesse - Alla malinconia

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